8. Sei intollerante verso gli stranieri

Innanzi tutto c’è da dividere gli italiani in 2 categorie: quelli che sono xenofobi apertamente, e quelli che invece apparentemente sono tolleranti. Per quanto riguarda la prima categoria non c’è niente da dire, per definizione sono xenofobi, quindi è inutile parlarne. Per quanto riguarda la seconda categoria il discorso è più ampio e complesso, per cui merita più attenzione.

Innanzi tutto c’è da parlare dell’italiano no-global: di questa categoria fa parte un gruppo di persone decisamente eterogeneo che quasi nulla ha a che fare con il popolo di Seattle e che, forse, non è poi così contro la globalizzazione, visto che si veste di Nike, o Adidas, o Converse, o mangia nelle catene multinazionali di fast food. Ciò che fa da collante per gli appartenenti di questo gruppo è un sentimento anti-americano: quindi xenofobia verso gli americani!

Per quanto riguarda gli altri italiani: sfuggono ad una categorizzazione, è più semplice parlare dei vari motivi per cui si prestano ad essere odiati le varie categorie di stranieri, che siano o meno presenti in Italia.

Merita una menzione l’avversione verso i francesi e tutto ciò che è francese (#2), che è comune ad una percentuale rilevante degli italiani, e lo stesso vale, anche se ciò è vero per una percentuale minore degli italiani, per i tedeschi e tutto ciò che è tedesco (tranne la birra).

È da menzionare l’avversione verso gli immigranti rumeni, polacchi, e in generale tutti quelli dell’est Europa, oltre a quelli provenienti dai paesi balcanici, dall’Africa, dall’America Latina, che sembrano venuti in Italia solo ed esclusivamente per portare microcriminalità o per rubare il lavoro agli italiani.

I cinesi di solito non attirano troppe antipatie: anche se non sono ben inseriti all’interno della popolazione, hanno attività alla luce del sole (ristoranti, negozi), non fanno accattonaggio, non causano particolari problemi di microcriminalità. I sospetti, però, provengono dal fatto che non si capisce bene da dove vengano i loro soldi, che non devono essere pochi, dal momento che girano in macchine di grossa cilindrata: si pensa che possano essere proventi della mafia cinese.

Un’altra categoria che merita una menzione è quella degli islamici, che vengono dipinti dai telegiornali come terroristi, quando in realtà, tra i gruppi etnici presenti in Italia, sono quelli che meglio si sono integrati e che da più tempo convivono con gli italiani. Ma dopo gli attentati dell’11 settembre e quelli dell’11 marzo tutti questi discorsi sono un po’ venuti meno, soprattutto grazie all’opera di confusione portata avanti dai telegiornali del terrorismo con la guerra in Iraq e la questione Palestinese, che ha avuto successo, visto che ha confuso un po’ tutti. Per quanto riguarda la questione Palestinese c’è anche chi è a favore dell’OLP, e contro gli Israeliani, che attirano quindi l’intolleranza di una fetta considerevole degli italiani.

L’ultima categoria è quella dei ROM che, anche se spesso sono italiani, attirano l’intolleranza degli italiani per svariati motivi: microcriminalità, non pagano le tasse, accattonaggio, ricevono ingiusti favori da parte delle amministrazioni comunali, insomma, si prestano ad essere oggetto di odio.

Il problema fondamentale credo che sia il fatto che nelle grosse città gli immigrati tendono ad auto-emarginarsi, per cui questi gruppi chiusi di stranieri, che spesso colonizzano interi quartieri, per vari motivi non sono ben visti dagli italiani. La cosa curiosa in tutto questo è che, nonostante la nostra intolleranza, amiamo mangiare nei ristoranti etnici stranieri (#9).

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