Questa è una delle poche eccezioni alla regola “gli opposti si attraggono”, infatti l’italiano medio è affascinato dalla Spagna, che è un paese molto simile all’Italia. Alzi la mano l’italiano che, non parlando lo spagnolo, non ha mai fatto finta di saperlo parlando in italiano mettendo milioni di i in mezzo alle parole, s alla fine e pronunciando tutte le s alla Muccino (inteso come Silvio), come se a parlare fosse uno spagnolo con la zeppola.
La realtà delle cose è che, ovviamente, parlare lo spagnolo non è esattamente così semplice e, anzi, questo tentativo di parlare una lingua sconosciuta suona anche abbastanza ridicolo, per non dire patetico. Sarebbe come far finta di parlare il francese parlando italiano mettendo tutti gli accenti alla fine delle parole e aggiungendoci alcuni suoni tipici di quella lingua.
La cosa che più ci attira della Spagna penso che sia che nell’immaginario collettivo è una specie di paese della cuccagna dove scorre alcol a fiumi, fa sempre caldo, si fa sempre fiesta, le donne sono calienti, e uso queste parole perché sono così inflazionate che mi chiedo se non siano già presenti nei vocabolari italiani.
Nell’immaginario collettivo degli italiani poi l’immagine della Spagna si mischia con quella dei vari paesi dell’America Latina: si immagina sempre lo spagnolo con un sombrero enorme (quelli sono messicani), scuro di carnagione (anche quelli sono i sudamericani), o con la faccia di Fernando Alonso (ecco, quelli sono spagnoli!), si immagina di mangiare tortillas (inteso come dischi dischi di pane, tipo piadina, che sono messicane, non inteso come frittata di patate, spagnola), tacos (che non sono altro che le tortillas ripiene di carne e piegate su se stesse), bere tequila (messicana), o rum (caraibico), che si crede sia una parola spagnola (vedi: el rum più bevuto nei peggior bar di Caracas), mentre in realtà non è così.
Forse in realtà l’America Latina è il vero obiettivo degli italiani, e che la Spagna sia soltanto un compromesso più vicino e più economico, cosa che va sempre bene, soprattutto in questi giorni di crisi economica e politica, di cui non si sa neanche il motivo (#11).




