15. Non vai in Erasmus

Chiariamo prima di tutto il significato di “Erasmus”: è un’esperienza di studio universitario all’estero. Il tutto è favorito dall’Unione Europea, che, per rendere possibile lo scambio, ti fa compilare una pila di scartoffie, ma che ti da un contributo che teoricamente dovrebbe permetterti di vivere nella città dell’Università ospitante, in realtà forse con i soldi che ti danno riesci a coprire la differenza del costo della vita tra l’Italia e il paese estero. Talvolta, inoltre, alcune Università, o alcune Regioni, destinano dei fondi per favorire questi scambi, ma nella maggior parte dei casi non è così.

Fatte queste premesse, parliamo dei motivi per cui non si va in Erasmus. L’obiezione principe è che “si perde tempo”: lo studente italiano ha l’ossessione maniacale di laurearsi nel più breve tempo possibile, o meglio questo è ciò che dice… Perché in realtà, anche se per un anno intero non supera un esame, quando è nella sua sede universitaria passa tutto il tempo a studiare e, soprattutto, l’esperienza in Italia è più importante e formativa rispetto a quella all’estero.

Poi ci sono quelli che “non vado in Erasmus perché ci si ubriaca tutte le notti”, che onestamente non saprei commentare, perché una persona che crede che ci sia una sorta di potere coercitivo che la obbliga ad ubriacarsi (o a fare sesso, visto che c’è anche l’associazione “Erasmus = orgasmus”) forse è poco lucida per il troppo alcol che ha assunto!

Ma la categoria più interessante è quella dello studente italiano che non va in Erasmus perché ha troppe cose da fare o o troppi interessi in Italia che non può mollare neanche per un istante. La domanda ovvia è: quali sono questi impegni? Gli studenti-lavoratori, sì, hanno impegni, però di solito la motivazione che danno è articolata e non si limita a “ho troppe cose da fare”: le spiegazioni così generiche, di solito, sono soltanto scuse e vengono date da chi, in realtà, da fare ha ben poco.

La realtà delle cose potrebbe essere che non tutti possono permettersi di partire in Erasmus, ma questo non spiega perché in percentuale gli studenti Erasmus italiani sono meno di quelli degli altri paesi e perché in molte Università ogni anno ci siano borse che non vengono assegnate. Forse è vero, quindi, che gli italiani sono mammoni (#16).

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