20. Non usi il congiuntivo

È da un po’ di tempo che circola la voce che nella grammatica italiana esiste una cosa che si chiama congiuntivo; dal momento che non ero sicuro sono andato a cercare e su Wikipedia ho trovato questo: “Il congiuntivo è un modo di diverse lingue, comprese l’italiano e le altre lingue romanze, la cui funzione basilare è quella di indicare un evento non sicuro, non obiettivo o non rilevante”.

Per nulla convinto di questa cosa, sono andato a verificare in un po’ di opere letterarie se Wikipedia diceva la verità, e ho trovato questo:

“Gli doleva che Angiolina ne sposasse un altro, ma visto ch’era per suo bene…” [Italo Svevo, Senilità, Cap IV]

Dal momento che un solo caso non è sufficiente per dimostrare la tesi, sono andato avanti con la mia ricerca.

“Si dimentica d’averla temuta, predetta; si suppone tutt’a un tratto che ci sia grano abbastanza, e che il male venga dal non vendersene abbastanza per il consumo” [I promessi sposi, Cap XII]

Lo usa anche il Manzoni! Forse allora c’è qualcosa di vero nel mito del congiuntivo.

“ma la sua polve
lascia alle ortiche di deserta gleba
ove né donna innamorata preghi,
né passeggier solingo oda il sospiro
che dal tumulo a noi manda Natura.”
[Foscolo, Dei Sepolcri 45-49]

C’è anche nelle opere del Foscolo! A questo punto mi sono reso conto che, senza volerlo, ho preso ad esempio esclusivamente opere dell’Ottocento (rispettivamente 1898, 1842 e 1807), ho deciso quindi di andare più a fondo e scegliere opere antecedenti a quel periodo, per avere una prova credibile.

“Ma s’egli aven ch’anchor non mi si nieghi
finir anzi ‘l mio fine
queste voci meschine,
non gravi al mio signor perch’io il ripreghi
di dir libero un dí tra l’erba e i fiori:”
[Petrarca, Canzoniere, Lasso me, ch'i' non so in qual parte pieghi 5-9]

Sono tornato indietro al XIV Secolo, al Canzoniere di Petrarca, e lo trovo anche qua, forse allora esiste davvero…

“Fu la conclusione e l’appuntamento di ieri, che noi dovessimo in questo giorno discorrere, quanto piú distintamente e particolarmente per noi si potesse…” [Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo tolemaico e copernicano, Giornata 1]

Questa la ritengo la prova decisiva, Galileo non è uno scrittore di mestiere, il Dialogo è stato scritto nel 1632, penso che le prove che ho raccolto siano sufficienti per dimostrare l’esistenza del congiuntiva. Se vogliamo, una prova ulteriore è il fatto che l’ho appena usato anche io, anche se in questo caso è tollerata la versione con l’indicativo, anzi, se si vuole far assumere a “penso” il significato di “so”, è addirittura più corretto.

Ciò nonostante il congiuntivo non è di uso comune, e non si spiega il perché, fatto sta che è più facile sentire espressioni come “se lo sapevo non lo facevo” o “cosa pensate che è giusto?” (scorretto perché la frase è in forma interrogativa) piuttosto che quelle corrette. Anzi, il fatto che una persona parli in maniera corretta diventa paradossalmente una notizia e, a prova di questa affermazione, riporto un link ad un articolo di un quotidiano, anche se devo ammettere che mi vergogno di fornire rimandi a pezzi presenti in quel giornale, in cui di Bonolis si dice che “è iscritto al club del congiuntivo”. Ora, pensandoci un po’, credo che sia normale che Bonolis faccia frequentemente uso del congiuntivo, dal momento che pronuncia monologhi infiniti, pieni di subordinate e che in alcune di queste sono necessari; sarebbe strano il contrario, cioè se non lo usasse mai!

Al contrario, ascoltando l’intervista di un calciatore medio, o di qualche personaggio come Di Pietro, probabilmente, se si è fortunati, si riesce a sentire congiuntivi con la frequenza di uno ogni 2 ore di discorso ininterrotto. Ma talvolta anche personaggi con una migliore reputazione cascano nell’”indicativite”, riporto due esempi: il primo è Casini che, ai microfoni di Sky TG 24, in 35 secondi pronuncia tutte le oscenità di questo mondo, oscenità evidenziate nel filmato; il secondo è Bertinotti che merita una analisi un po’ più approfondita, perché ritengo il fatto abbastanza ironico.

Come premessa c’è da evidenziare quanto dice alla fine del filmato “io resto comunista, benissimo, ma io lo so che il sogno dei borghesi è avere dei comunisti che sbagliano il congiuntivo, che sono sporchi, che vestono malissimo, che sono maleducati, in modo da poter dire che i comunisti sono così. Mi dispiace, io penso che possano anche essere eleganti”, ma come non notare che, visto quanto ha detto nei 4 minuti precedenti, si sta contraddicendo? Tralasciamo il fatto che dice “un gruppo di magliaie di Milano mi mandarono” (a 2:11 nel filmato), perché in questo articolo mi voglio riferire esclusivamente ai casi di mancato uso del congiuntivo, non a quelli di errori di grammatica in generale, e andiamo avanti di pochi secondi, a 2:24, dove dice “caro compagno, non capiamo perché tu hai questa avversione al cachemire”. Meno male che Bertinotti è un comunista elegante, se non lo fosse stato chissà che cosa avrebbe detto!

So di sembrare un bacchettone della grammatica italiana, ma, “a mali estremi… estremi rimedi”. D’altronde non sono l’unico che si prodiga per difendere il congiuntivo, su Internet sono nati a tale scopo due gruppi su Facebook e una associazione: “SIC”, cioè Salviamo Il Congiuntivo, oltre a numerose iniziative di cui non sono al corrente. Una cosa è certa: se continuiamo a seguire questi esempi, sarà difficile avere una condotta virtuosa e, convinto come sono che la lingua è lo specchio della nazione, non mi meraviglio più di tanto del fatto che non si usi il congiuntivo, visto il fatto che si legge sempre meno, ma che rimangono costanti, e alte, purtroppo, le vendite di giornali che trattano di cronaca rosa (#21).

6 Risposte a “20. Non usi il congiuntivo”

  1. CArLO Dice:

    Non sarebbe meglio dire:

    È da un po’ di tempo che circola la voce che nella grammatica italiana — esista — una cosa che si chiama congiuntivo;

    Tralasciamo il fatto che — dica –
    – Tralasciando — il fatto che — ha detto / dirà –

  2. CArLO Dice:

    ?

  3. CArLO Dice:

    Non v’è dubbio che Casini abbia sbagliato, e più volte ,l’utilizzo del congiuntivo. Non sono del tutto d’accordo sul caso Bertinotti.

    Primo: la sua trascrizione dell’intervento non è corretta, dato che Bertinotti nel filmato fa chiaramente un elenco. Secondo: il borghese di Bertinotti, si riferisce in generale ai comunisti, o a dei comunisti in particolare (tra cui probabilmente Bertinotti)? Terzo: il termine sogno significa desiderio per il futuro o illusione circa il presente? Quarto: quel suo “possano”, vuol dire che possono esistere comunisti elegani, o che a volte anche i comunisti sono eleganti, o che a volte i comunisti possono permettersi di essere eleganti?

    Sicuramente Bertinotti è stato poco chiaro e, per quanto mi riguarda, questo è già un grave errore.

  4. la voce del buon senso Dice:

    chi se ne frega del congiuntivo. un tempo verbale inutile che sta’ meritatamente cadendo in disuso

  5. teresa.ancona Dice:

    Vabbè,il congiuntivo starà pure cadendo in disuso, e immeritatamente, a mio parere, ma vedo che anche l’uso degli accenti lascia il tempo che trova: “su sta l’accento non va”, predica(va)no le maestre alle elementari. La voce del buon senso dovrebbe piuttosto suggerire: la grammatica non è un’opinione e se si denigra come inutile si perde anche una buona occasione di migliorarsi. Cordialmente.

  6. Roberta Dice:

    A mio parere, al di là di tutte le varie motivazioni di tipo grammaticale….un congiuntivo trasformato in un indicativo (o peggio ancora,come avviene in alcune zone d’italia a causa di influssi dialettali, in condizionale) è come una nota stonata in un brano musicale: disturba l’orecchio. Magari non tutti hanno l’orecchio per cogliere la stonatura……tuttavia l’errore resta.

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