21. Sei un esperto di cronaca rosa
Sembra che le vicende di cronaca rosa, o, più correttamente, i gossip (#7), siano ciò che agli italiani interessa maggiormente: tutti siamo curiosi della relazione tra la Pellegrini e Marin, anche se probabilmente non seguiamo il nuoto, Stefano Bettarini è più famoso ora che sta con Barbara D’Urso, dopo il divorzio da Simona Ventura, che quando era un buon calciatore, che vantava anche una presenza in Nazionale.
Capita anche che ci siano persone che diventano famose esclusivamente perché hanno avuto un rapporto con personaggi famosi, un esempio eclatante è Elisabetta Gregoraci, anonima valletta di vari programmi tra Rai e Mediaset, che è balzata agli onori della cronaca per le inchieste di “vallettopoli” e per la sua relazione con Flavio Briatore, che, dopo Naomi Campbell, Adriana Volpe Heidi Klum, ha deciso di sposare proprio lei.
Da questo punto di vista, una trasmissione interessante è Uomini e Donne: non è altro che una trasmissione che crea gossip, grazie alla quale sconosciuti o personaggi diventati famosi grazie a reality show ma caduti nell’oblio generale, come Giorgio Alfieri o Emanuele Morelli, che avevano partecipato a Campioni, o Cristina Plevani, vincitrice del primo Grande Fratello, acquistano una fama notevole, anche se destinata a perire molto presto. L’unico che è riuscito a riciclarsi e che è rimasto a lungo sulla cresta dell’onda, grazie a pessime interpretazioni in pessimi film, numerose serate nelle discoteche di tutta Italia, è Costantino Vitagliano, il cui successo è esclusivamente merito di Lele Mora, agente tanto criticato quanto celebrato dalla stampa italiana.
In un simile clima non c’è da meravigliarsi delle vendite di periodici come Chi, Novella 2000 o Gente, o del fatto che Alberto Signorini venga invitato in numerose trasmissioni televisive in qualità di opinionista, o che esistano programmi, come Buona Domenica, che non sono altro che contenitori per dare visibilità a personaggi resi celebri dalle cronache rosa, o altre che trattano esclusivamente di queste, come Verissimo.
Per questi motivi è nata la figura del paparazzo, il fotografo specializzato negli scatti, meglio se compromettenti, di persone famose durante i loro momenti di vita privata, spesso al limite della lesione del diritto della privacy, attribuito a chiunque dalla Costituzione, ma che si scontra con il diritto di cronaca, anch’esso sancito dalla stessa fonte normativa. Per cui nasce anche un’altra tipologia di eroi del costume, difensori del diritto di cronaca, come Fabrizio Corona che, in una società in cui l’operato della magistratura è opinabile, è per la gente innocente dalle accuse di estorsione, per cui è stato condannato e ha scontato 77 giorni di carcere. D’altronde non è estorsione minacciare delle persone di pubblicare foto compromettenti se non dovessero pagare importanti cifre di denaro…
È curioso che pochi conoscessero Corona prima degli scandali e che i periodi di sua maggiore notorietà siano coincisi con il processo per estorsione e l’arresto per l’uso di banconote false, e si è trattata di una fama così grande che gli ha permesso di ottenere un discreto successo anche con una canzone, “Corona non perdona”, e con una autobiografia, “La mia prigione”, un chiaro rimando a “Le mie prigioni” scritto da Silvio Pellico, libro che dubito abbia mai letto. Questo dimostra la relazione stretta tra notorietà e scandalo, soprattutto se di grandi dimensioni, meglio se individuato con un nome che termina con -poli (#22).
