Presidente del Consiglio? Non è fashion! Consigliere regonale? Troppo lungo. Ministro? Per le donne non va bene. In effetti sono nomi che sono scritti nella Costituzione, quindi vecchi 60 anni, c’è bisogno di rinnovare, di riformare, bisogna eliminare le tradizioni inutili!
L’articolo 92 della Costituzione dice: “Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.”
Presidente del Consiglio? Non scherziamo, si chiama premier! È inutile usare una parola italiana se ne esiste una inglese entrata nella nostra lingua che significa un’altra cosa. Infatti in italiano il premier è soltanto il primo ministro inglese, ma è usato per estensione, senza nessun motivo, anche per quello italiano. Un’altra variante, meno usata, è primo ministro, che è già più accettabile, perché la locuzione è italiana, e perché indica in generale la posizione di capo del governo, senza però riferirsi ad una nazione particolare. Per cui, visto che semplificare non è il nostro forte, è sempre preferibile dire il primo ministro italiano piuttosto che il Presidente del Consiglio. Chissà che il Ministero alla semplificazione faccia qualcosa in tal senso…
L’articolo 122 della Costituzione dice: “Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi.”
Consigliere regionale? No, grazie: si sminuisce il ruolo occupato dal politico! È decisamente meglio definirlo parlamentare regionale e, ovviamente, è dovuto attribuirgli il titolo di onorevole. Peccato, però, che, con l’eccezione di quello siciliano, nessun Consiglio Regionale si chiami Parlamento e quindi va da sé che i suoi membri non sono parlamentari! Quanto titolo di onorevole, lasciando per un attimo da parte il fatto che dopo certi atteggiamenti dei veri onorevoli non so se siano davvero degni di onore (vedi caduta del governo Prodi: Nino Strano stappa una bottiglia di spumante, che voglio sperare fosse italiano, altri parlamentari mangiano la mortadella, insomma succede un putiferio), non è dovuto neanche ai parlamentari siciliani, penso che lo stesso valga, a maggior ragione, per tutti i consiglieri regionali delle altre regioni.
La questione del ministro, invece, fa sorgere problemi di sessismo: il legislatore costituzionale cita 2 volte il termine al singolare, ovviamente al maschile, perché i membri della costituente (che nell’articolo 3 avevano stabilito che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”) erano maschilisti, per riferirsi ad alcune competenze del guardasigilli. Forse, però, è più corretto ritenere che ministro faccia parte di una serie di sostantivi maschili, come angelo o sindaco, che ha, in realtà, un genere neutro, nel senso che si riferisce, non variando in genere, sia a uomini che a donne. Per cui è ammissibile, al massimo, dire la ministro, sarebbe più corretto il ministro, visto che il termine è maschile, è del tutto errato dire la ministra, che poi è anche orrendo, oltre ad avere una certa assonanza con la parola minestra.
Ma forse in effetti è una violazione del principio costituzionale delle “pari opportunità”: gli uomini, anche dal punto di vista della lingua, approfittano delle donne che sono una categoria debole, anche più di quella dei portatori di handicap, in particolare dei tetraplegici, per cui è necessario che lo Stato le tuteli! E quale modo per tutelarle è migliore del creare un Ministero alle pari opportunità, dando l’incarico di ministro ad una donna?
Forse non c’è da meravigliarsi di questa tendenza, vista l’ondata di femminismo, vedi la richiesta di quote rosa in Parlamento o al governo, in un mondo che, però, non è più maschilista, e se, per esempio, tra i manager delle aziende ci sono meno donne che uomini, forse è perché le personalità che sono ai vertici sono migliori, o perché ci sono più laureati in economia di sesso maschile che di sesso femminile, ma questi sono soltanto dettagli! Così come sono dettagli altri malcostumi della politica italiana, come il candidarsi a cariche elettive che non ammettono candidature (#29).





Maggio 15, 2008 alle 6:22 pm
Hai dimenticato la parola “Governatore” usato al posto del più corretto “Presidente della Regione”. L’uso di questa parola è mutuato dal sistema politico statunitense in cui i governatori sono i presiedenti dei vari stati che compongono gli Stati Uniti.
Maggio 16, 2008 alle 11:10 am
Sì, hai ragione, però sono in conflitto di interessi, da quando c’è Soru come Presidente della Regione Sardegna si stanno destinando un sacco di soldi per le borse di studio, di cui sto beneficiando e continuerò a beneficiare… Quindi non posso attaccare il Governatore