“No alla guerra senza se e senza ma”, “no al nucleare senza se e senza ma”, “pro Tibet senza se e senza ma”, e potrei andare avanti, su Google ci sono 156 mila risultati se si cerca “senza se e senza ma”. Ora, se non erro, credo che dire “senza se e senza ma” sia come dire testardamente, o senza ammettere repliche, o cocciutamente. E una persona testarda, che non ammette repliche o cocciuta non è esattamente intelligente.
Per cui, per esempio, chi dice “no alla guerra senza se e senza ma” vuole dire che, nell’eventualità che per esempio il Vietnam o la Libia attacchino l’Italia, quest’ultima deve schierarsi contro la guerra facendosi radere al suolo? O che, per esempio, nel caso in cui ci sia un’ambasciata italiana in Burundi che viene attaccata dai militari di quello stato non bisogna replicare? “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.” quindi una posizione del genere non è compatibile con la Costituzione, che difende il diritto alla vita; spero che nessun italiano in quei casi estremi la pensi in quel modo, perché vorrebbe dire che “liberté, egalité, fraternité” è un motto che è valido quando si tratta di proteggere gli stranieri, ma non i concittadini, che possono anche morire senza troppi problemi.
Il problema del “senza se e senza ma” è, in realtà, puramente dialettico, nel senso che si esclude la dialettica! Una frase a cui si aggiunge questa formula esprime una posizione che non ammette repliche e soprattutto non è motivata: non si può cercare di convincere una persona sensata di una qualsiasi cosa senza addurre motivazioni al riguardo, forse lo puoi fare con un bambino, ma forse neanche con lui. Non so, sarò antico, ma penso ancora che sia soltanto il confronto quello che permette di formare delle opinioni valide, ma fino a quando il fenomeno rimane circoscritto a discussioni private tra amici, conoscenti, in famiglia non è un grosso problema, non si tratta di decisioni che riguardano la vita del Paese o del mondo.
Quando Sonia Alfano, candidata a Presidente della Regione Sicilia dice “tutela dell’ambiente senza se e senza ma”, cosa che è senza dubbio condivisibile, anzi forse sarebbe pazzo chi ritiene il contrario, senza però spiegare il perché della sua posizione né ammettere repliche, iniziano i problemi per il semplice fatto che un Presidente dovrebbe argomentare le proprie posizioni, giustificarle dagli attacchi, ma evidentemente questo atteggiamento è old fashioned.
Quando in televisione c’è Travaglio che dice che Biagi è stato cacciato dalla RAI e Sgarbi dice che non è vero, poi il secondo insulta il primo e il primo deride il secondo, e il tutto che dura per almeno un quarto d’ora, inizio a pensare che se questa è l’informazione “alternativa” rispetto a quella del potere, forse è meglio se guardo il Grande Fratello.
Quando i telegiornali fanno vedere cortei di gente che dice “no alla guerra senza se e senza ma” penso: caspita, questo è davvero un confronto costruttivo, gente che vuole che si rimandino i militari a casa e non sente ragioni. Per quanto io sia tendenzialmente contro la guerra mi fa piacere sentire opinioni diverse dalla mia, vedendo loro mi sembra di vedere una massa di bambini che non vuole mangiare e che non ascolta la mamma quando gli dice che se non mangia non può crescere.
È il fondamento della politica: io dico una cosa, tu ne dici un’altra, lui un’altra ancora, si cerca un compromesso che è sempre migliore delle idee singole. Hegel lo sosteneva nel lontano ‘800 e nessuno l’ha ancora smentito, altrimenti non esisterebbero i Parlamenti ma ci sarebbe soltanto un governante autorevole come, non so, Rita Levi Montalcini, o Umberto Veronesi, o Mara Carfagna (anche se forse con lei sarebbe un Paese molto bello, ma forse non troppo acuto) e farebbe tutto quest’ultima persona.
Ma anche la ricerca senza confronto è arida, la maggior parte i premi Nobel assegnati per meriti che riguardano materie scientifiche sono stati dati a più persone, e anche quelli che sono stati dati ad una sola sono sicuro che questi avevano un team che lavorava con loro, anche se magari il loro apporto a livello di idee non era fondamentale, ma era sicuramente era utile. E anche se hanno lavorato da soli si sono confrontati con i libri, che non sono altro che opinioni in forma scritta. E anche se hanno lavorato senza confrontarsi con i libri… No, non possono avere lavorato senza avere letto libri!
Ma questo, per fortuna, è noto alla classe politica, altrimenti dal punto di vista delle conquiste sociali si sarebbe fermi al 1947, cioè durante i lavori della Costituente, perché non si sarebbe riusciti a scrivere neanche una parola Costituzione. Non si sarebbe avuto il divorzio, la parità dei sessi, l’aborto, la detassazione degli edifici di culto (ma ne avremmo fatto a meno, forse), ma forse, in realtà, nulla è cambiato (#35).





Giugno 26, 2008 alle 6:14 pm
“Io non sono pacifista. Io sono contro la guerra”.
Gino Strada
Novembre 18, 2008 alle 4:42 pm
Incondizionatamente…… Prendo posizione PACE